cogito ergo sum PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 07 Luglio 2007 09:54

cogito ergo sum: penso quindi sono.

il pensiero è libero, libero quando l'uomo è libero ma anche quando non lo è.

sono state inventate catene che imprigionano tutto ma non il pensiero.

pensare è vivere.

io sono libero di pensare.

benvenuto a chiunque si sente libero di pensare rispettando la regola "la mia libertà finisce laddove comincia quella del mio vicino".

spero di leggervi in tanti!

nic2calzini, il lupo

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Novembre 2010 00:32
 
C'era una volta... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 08 Febbraio 2012 00:00

C'era una volta una strega molto cattiva e arrogante. Il suo nome era Iotra e voleva ad ogni costo comandare nel regno in cui era nata. Per farlo aveva però bisogno di qualcuno che l'aiutasse e così si mise alla ricerca di chi potesse supportarla.

Si recò dal cattivissimo re Starbado che aveva rubato il trono con l'inganno e gli disse: "Oh mio caro e buon re, ho sentito dire che nella capitale del mondo cercano un re che possa entrare nel consiglio e poi diventare imperatore ed ho pensato che con le tue grandi doti potresti essere quello giusto".

Il re, che era cattivo, presuntuoso, ignorante e di acume molto ridotto, pensò subito che quella sarebbe stata una grande occasione per lui e rispose: "Grazie, mia cara Iotra! La tua premura e la grande stima nei miei confronti saranno giustamente ricompensati. Nei prossimi mesi ti insegnerò i trucchi del mio mestiere di re, ti eleggerò regina del mio regno e poi partirò per la capitale del mondo dove diventerò imperatore perchè sono il miglior re che esista. Da oggi tu abiterai nel mio castello e mi seguirai ovunque perchè non sei capace di fare una o col bicchiere ma la tua grande arroganza e cattiveria ti aiuteranno a seguire perfettamente le mie orme.”. E subito chiamò i suoi servi per far ripulire la strega e vestirla con abiti degni del suo nuovo ruolo.

“Mio caro Re, i tuoi servi sono molto obbedienti ma io avrei bisogno di un servo speciale, diciamo di un servo che non possieda neanche un minimo di intelligenza,. Anzi che sia proprio nato privo del cervello. Mi occorre averlo accanto per poter far notare quanto sono importante io e per ripetere alla gente esattamente le parole che gli dico io senza cambiare neanche una virgola. Questo servo ci servirà molto perchè di certo conoscerà molti altri ancora meno intelligenti di lui e li renderà tutti nostri servi fedelissimi perchè cosa potrebbero mai fare da sole delle persone prive di cervello?” disse la Strega al Re e questi, dopo aver riflettuto un attimo. Rispose: “Mia cara Strega, sei davvero molto abile! Hai perfettamente ragione! Se noi due ci circondiamo di servi privi di cervello, anche quel poco di cui siamo dotati sembrerà tantissimo e tutto il mondo ci rispetterà! Ho già la persona giusta per cominciare a tessere questa tela! E' un pover'uomo, incapace di portare avanti persino la bottega lasciatagli da suo padre, mandato via da qualsiasi posto in cui è stato assunto perchè talmente stupido da non riuscire a contare fino a 10 neanche usando le proprie dita! Lo manderò a chiamare e te lo consegnerò! Qui lo chiamano tutti lo scemo di corte, ma non serve sprecare tanto fiato per chiamarlo, quindi decidi tu che nome dargli!”.

La Strega si fregò le mani tutta contenta e aggiunse: “Lo chiamerò Lecca perchè mi seguirà ovunque leccando il suolo che calpesto”. Il Re approvò e il giorno seguente Lecca si presentò al cospetto dei due.

“Io sono Iotra la Regina e tu sarai da oggi la mia ombra! Ti chiamerò Lecca perchè dovrai continuare a leccare il suolo dove cammino e imparare a memoria ogni parola che ti dirò di dire alla gente! Sarai rispettato e temuto da tutti perchè sarai il mio primo servo. Ti darò anche la possibilità di essere a capo di tutta la schiera di senza cervello che riunirai sotto di te e quindi sotto di me e quindi sotto il Re. Assicurati che siano tutti più scemi di te perchè altrimenti perderai il tuo posto d'onore” gli disse Iotra e subito Lecca si gettò ai suoi piedi per ringraziarla con quel sorriso ebete che era impresso dalla nascita sul suo volto. Non disse nulla perchè non sapeva parlare ma solo ridere e alzare la mano destra per ringraziare.

“Bravo Lecca, sono molto soddisfatta di te! Ti insegnerò le parole che devi dire e nient'altro. Mi piacciono le persone che non sanno parlare ma solo ridere per approvare!” disse Iotra e cominciò il corso d'istruzione a Lecca.

Si creò così il primo nucleo di quella piramide che sognava di governare il mondo.

Starbado insegnava a Iotra e lei a Lecca. E dopo qualche tempo Lecca fu inviato dagli altri scemi del regno a tessere la tela per i capi.

Senza fatica alcuna, prese con sé le stupide Necise, Nalai e la famiglia Ciolafi, i ladri dementi Trome, Canio e Terl, e a ciascuno insegnò quel che Iotra gli diceva di insegnare.

In breve tempo la combriccola si estese così tanto che nel regno restarono ben pochi estranei alla stessa.

“Lecca, vai dai ribelli e riferisci che la Regina Iotra e il Re Starbado li puniranno con la morte se non si strapperanno via il cervello e diverranno come gli altri!” disse Ioatra e Lecca corse subito dai ribelli e disse “la Regina Iotra e il Re Starbado li puniranno con la morte se non si strapperanno via il cervello e diverranno come gli altri!”...ovviamente non cambiò neanche la persona del verbo essendo incapace di formulare ogni qualsivoglia pensiero!

I ribelli lo guardarono e scoppiarono a ridere per la sua galattica ignoranza e stupidità. Risero tutti, meno che il nano Brifa che, ad occhi bassi, disse: “Lecca ha ragione! Anche Iotra mi ha detto personalmente di fare come dicono loro ed han ragione perchè se loro decidono che in 15 giorni dobbiamo mangiare 1 pezzo di pane, mica possiamo pretendere di volerne 1 al giorno! Loro son stati chiari, siete voi che non capite!”. Laconi lo guardò e pensò di dargli una pedata nel sedere, essendo chiaro che si era venduto al nemico. Ma il saggio ribelle Rimau lo fermò e disse: “Calmo aconi, si punirà da solo il piccolo traditore!”. Laconi sorrise e diede la pedata a Lecca rispedendolo sconfitto da Iotra che per 15 giorni lo punì lasciando ogni tipo di escremento sul suolo che lui doveva leccare. Poi lo prese con sé e si fece condurre dai ribelli. Starbado si unì a loro nella spedizione punitiva e quando furono dinanzi al ristretto gruppo di ribelli, Iotra ordinò: “Toglietevi il cervello e ubbidite a Lecca o vi faremo tagliare la testa!” e diede a Lecca una torcia accesa, ordinandogli di dar fuoco alla casa di legno dei ribelli.

Lecca sollevò la torcia ma il capo ribelle Laconi sfoderò la spada e la puntò alla gola di Starbado urlandogli di fermare Lecca se voleva vivere.

“Fermati Lecca!” urlò Starbado tutto sudato e tremante. Ma lecca non lo ascoltava perchè era abituato ad ascoltare solo la voce di Iotra.

“Fermalo, Iotra!” urlò allora Starbado.

Iotra lo guardò, si fece una delle sue sataniche risate e disse: “Perchè mai? Sono già Regina perchè tu mi hai eletta, ora non mi servi più, anzi mi infastidisci col tuo voler sempre essere meglio di me! Quindi addio Starbado! Ora sarò io la Regina del Regno e poi l'Imperatrice del mondo!”.

Con grande soddisfazione, Laconi tirò indietro la spada e suggerì a Starbado: “Vedi, ti sei fidato di lei e lei ti ha solo usato! Hai una spada, usala!”.

Starbado non se lo fece ripetere due volte e sfoderò la lunga spada per uccidere Iotra che urlò a Lecca: “Uccidilo, Lecca!” e Lecca sfoderò subito anche lui la spada per uccidere Starbado. Lei rise certa della vittoria e fece per spostarsi e lasciare il campo ai due contendenti...ma ohimè, i tacchi a spillo delle sue scarpe si erano conficcati nel terreno e non riusciva più a muoversi...tentò disperatamente di sfilarsele, ma ohimè, erano troppo strette e in quel mentre Starbado e Lecca si scontrarono con le loro spade e infilzarono lei prima di infilzarsi a vicenda.

Rimasero tutti e tre immobili, infilzati e ammucchiati...e ovviamente tutti i senza cervello sudditi di Lecca e il corrotto Brifa scapparono via a cercar fortuna in un altro paese di senza cervello come loro...

Eh già, il diavolo fa le pentole, mica il calzolaio...tanto meno il costruttore di cervelli! Quindi...Ocio ai tacchi, Iotra! E ocio ai ribelli non corrotti e a quelli saggi!


Alla prossima!

nic2calzini il lupo non addomesticabile

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Febbraio 2012 12:22
 
lettera ad una mamma PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 03 Dicembre 2010 00:00

cara mamma,

in questa giornata di silenzio sui monti sento il bisogno di scriverti questa lettera.

mi hai insegnato ad essere onesto: ho sempre fatto la dichiarazione dei redditi, pur guadagnando scarsi 9000 euro l'anno, e ho pagato quasi 4.000 euro di multa per aver sbagliato di 100 euro un conteggio...mio cugino guadagna quasi 250.000 euro all'anno, ne dichiara 18.000 e non paga un euro di multa...

mi hai spronato a studiare tanto e bene...ho trascorso la vita a studiare di notte e lavorare di giorno e ho preso la laurea...per vivere però ho dovuto fare i lavcori più faticosi e umili...ho fatto il boscaiolo, ho pulito le strade, ho messo giù bolognini, ho fatto il cameriere, il benzinaio a 100 km di distanza da casa e lavato i cessi in autostrada...mio cugino, che non riusciva a fare una O neanche col bicchiere, oggi è presidente di un mega ente pubblico, non fa un ca**o tutto il giorno e prende fior di quattrini anche se la sua scolarità è ferma alla terza media ripetuta tre volte e poi data per stufo di vederlo...

mi hai insegnato a non essere arrogante e a rispettare il prossimo, qualunque esso fosse...mi prendono a gomitate ogni giorno e mi dicono che le cose che faccio son sempre le peggiori ma non mi li ripago con la stessa moneta...mio cugino sputa in faccia al mondo intero, non sa cosa voglia dire chiedere "per favore", "permesso" e tanto meno ringraziare, ma il suo negozio è sempre pieno fuor di misura...

cara mamma, il mio elenco potrebbe continuare all'infinito e l'unica cosa spontanea che ne deriverebbe sarebbe la domanda "mamma, ma perchè mi hai voluto così male?"...

e invece la mia lettera si conlude con un grazie per avermi insegnato ad essere onesto, colto e rispettoso...

grazie perchè piaccio a pochi, ma buoni; sono non ricercato da ignoranti arroganti, credo ancora in un mondo migliore dove quel che mi hai insegnato verrà rivalutato...

e ti ringrazio soprattutto perchè anche quando non ho in tasca neanche un centesimo per far la spesa non mi sento povero...la vera povertà è di quelli cui non somiglio...

grazie mamma, sono così felice di non essere uguale a troppi ma di somigliare a pochi...

soprattutto grazie di...avermi dato la testa che ho e nessun cugino!

tuo figlio

vincent

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Dicembre 2010 11:36
 
voglio la rivoluzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 18 Dicembre 2010 00:00

le leggi son fatte per ordinare una comunità e VIETARE I SOPRUSI.

ma nell'era di berlusconi si è fatto strada un nuovo modus vivendi: quello mafioso. la mafia, infatti, nasce laddove invece di essere le leggi a comandare, è un piccolo capo che costringe la legge ad obbedire al proprio volere. in tanti ci provano, ma se lo stato esiste, lo stato inteso come organo supremo di ordine e tutela dei diritti individuali e comunitari, allora la mafia non attecchisce e son le leggi a comandare...

ma qui lo stato è, come direbbero in sicilia, un quaquaraqua...quindi sono e continueranno ad essere le leggi e i diritti di tutti a dover obbedire al volere dei capetti mafiosi...

brava italia, bravo berlusconi che così hai educato il tuo popolo, bravi quei governanti che lasciano spazio alla mafia...davvero un onore per la nostra nazione...

a volte, come stasera, vorrei cambiare nazionalità...vorrei vivere dove governa un vero stato...non dei piccoli, grassi, ignoranti capetti mafiosi!

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Febbraio 2012 22:29