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C'era una volta una strega molto cattiva e arrogante. Il suo nome era Iotra e voleva ad ogni costo comandare nel regno in cui era nata. Per farlo aveva però bisogno di qualcuno che l'aiutasse e così si mise alla ricerca di chi potesse supportarla.
Si recò dal cattivissimo re Starbado che aveva rubato il trono con l'inganno e gli disse: "Oh mio caro e buon re, ho sentito dire che nella capitale del mondo cercano un re che possa entrare nel consiglio e poi diventare imperatore ed ho pensato che con le tue grandi doti potresti essere quello giusto".
Il re, che era cattivo, presuntuoso, ignorante e di acume molto ridotto, pensò subito che quella sarebbe stata una grande occasione per lui e rispose: "Grazie, mia cara Iotra! La tua premura e la grande stima nei miei confronti saranno giustamente ricompensati. Nei prossimi mesi ti insegnerò i trucchi del mio mestiere di re, ti eleggerò regina del mio regno e poi partirò per la capitale del mondo dove diventerò imperatore perchè sono il miglior re che esista. Da oggi tu abiterai nel mio castello e mi seguirai ovunque perchè non sei capace di fare una o col bicchiere ma la tua grande arroganza e cattiveria ti aiuteranno a seguire perfettamente le mie orme.”. E subito chiamò i suoi servi per far ripulire la strega e vestirla con abiti degni del suo nuovo ruolo.
“Mio caro Re, i tuoi servi sono molto obbedienti ma io avrei bisogno di un servo speciale, diciamo di un servo che non possieda neanche un minimo di intelligenza,. Anzi che sia proprio nato privo del cervello. Mi occorre averlo accanto per poter far notare quanto sono importante io e per ripetere alla gente esattamente le parole che gli dico io senza cambiare neanche una virgola. Questo servo ci servirà molto perchè di certo conoscerà molti altri ancora meno intelligenti di lui e li renderà tutti nostri servi fedelissimi perchè cosa potrebbero mai fare da sole delle persone prive di cervello?” disse la Strega al Re e questi, dopo aver riflettuto un attimo. Rispose: “Mia cara Strega, sei davvero molto abile! Hai perfettamente ragione! Se noi due ci circondiamo di servi privi di cervello, anche quel poco di cui siamo dotati sembrerà tantissimo e tutto il mondo ci rispetterà! Ho già la persona giusta per cominciare a tessere questa tela! E' un pover'uomo, incapace di portare avanti persino la bottega lasciatagli da suo padre, mandato via da qualsiasi posto in cui è stato assunto perchè talmente stupido da non riuscire a contare fino a 10 neanche usando le proprie dita! Lo manderò a chiamare e te lo consegnerò! Qui lo chiamano tutti lo scemo di corte, ma non serve sprecare tanto fiato per chiamarlo, quindi decidi tu che nome dargli!”.
La Strega si fregò le mani tutta contenta e aggiunse: “Lo chiamerò Lecca perchè mi seguirà ovunque leccando il suolo che calpesto”. Il Re approvò e il giorno seguente Lecca si presentò al cospetto dei due.
“Io sono Iotra la Regina e tu sarai da oggi la mia ombra! Ti chiamerò Lecca perchè dovrai continuare a leccare il suolo dove cammino e imparare a memoria ogni parola che ti dirò di dire alla gente! Sarai rispettato e temuto da tutti perchè sarai il mio primo servo. Ti darò anche la possibilità di essere a capo di tutta la schiera di senza cervello che riunirai sotto di te e quindi sotto di me e quindi sotto il Re. Assicurati che siano tutti più scemi di te perchè altrimenti perderai il tuo posto d'onore” gli disse Iotra e subito Lecca si gettò ai suoi piedi per ringraziarla con quel sorriso ebete che era impresso dalla nascita sul suo volto. Non disse nulla perchè non sapeva parlare ma solo ridere e alzare la mano destra per ringraziare.
“Bravo Lecca, sono molto soddisfatta di te! Ti insegnerò le parole che devi dire e nient'altro. Mi piacciono le persone che non sanno parlare ma solo ridere per approvare!” disse Iotra e cominciò il corso d'istruzione a Lecca.
Si creò così il primo nucleo di quella piramide che sognava di governare il mondo.
Starbado insegnava a Iotra e lei a Lecca. E dopo qualche tempo Lecca fu inviato dagli altri scemi del regno a tessere la tela per i capi.
Senza fatica alcuna, prese con sé le stupide Necise, Nalai e la famiglia Ciolafi, i ladri dementi Trome, Canio e Terl, e a ciascuno insegnò quel che Iotra gli diceva di insegnare.
In breve tempo la combriccola si estese così tanto che nel regno restarono ben pochi estranei alla stessa.
“Lecca, vai dai ribelli e riferisci che la Regina Iotra e il Re Starbado li puniranno con la morte se non si strapperanno via il cervello e diverranno come gli altri!” disse Ioatra e Lecca corse subito dai ribelli e disse “la Regina Iotra e il Re Starbado li puniranno con la morte se non si strapperanno via il cervello e diverranno come gli altri!”...ovviamente non cambiò neanche la persona del verbo essendo incapace di formulare ogni qualsivoglia pensiero!
I ribelli lo guardarono e scoppiarono a ridere per la sua galattica ignoranza e stupidità. Risero tutti, meno che il nano Brifa che, ad occhi bassi, disse: “Lecca ha ragione! Anche Iotra mi ha detto personalmente di fare come dicono loro ed han ragione perchè se loro decidono che in 15 giorni dobbiamo mangiare 1 pezzo di pane, mica possiamo pretendere di volerne 1 al giorno! Loro son stati chiari, siete voi che non capite!”. Laconi lo guardò e pensò di dargli una pedata nel sedere, essendo chiaro che si era venduto al nemico. Ma il saggio ribelle Rimau lo fermò e disse: “Calmo aconi, si punirà da solo il piccolo traditore!”. Laconi sorrise e diede la pedata a Lecca rispedendolo sconfitto da Iotra che per 15 giorni lo punì lasciando ogni tipo di escremento sul suolo che lui doveva leccare. Poi lo prese con sé e si fece condurre dai ribelli. Starbado si unì a loro nella spedizione punitiva e quando furono dinanzi al ristretto gruppo di ribelli, Iotra ordinò: “Toglietevi il cervello e ubbidite a Lecca o vi faremo tagliare la testa!” e diede a Lecca una torcia accesa, ordinandogli di dar fuoco alla casa di legno dei ribelli.
Lecca sollevò la torcia ma il capo ribelle Laconi sfoderò la spada e la puntò alla gola di Starbado urlandogli di fermare Lecca se voleva vivere.
“Fermati Lecca!” urlò Starbado tutto sudato e tremante. Ma lecca non lo ascoltava perchè era abituato ad ascoltare solo la voce di Iotra.
“Fermalo, Iotra!” urlò allora Starbado.
Iotra lo guardò, si fece una delle sue sataniche risate e disse: “Perchè mai? Sono già Regina perchè tu mi hai eletta, ora non mi servi più, anzi mi infastidisci col tuo voler sempre essere meglio di me! Quindi addio Starbado! Ora sarò io la Regina del Regno e poi l'Imperatrice del mondo!”.
Con grande soddisfazione, Laconi tirò indietro la spada e suggerì a Starbado: “Vedi, ti sei fidato di lei e lei ti ha solo usato! Hai una spada, usala!”.
Starbado non se lo fece ripetere due volte e sfoderò la lunga spada per uccidere Iotra che urlò a Lecca: “Uccidilo, Lecca!” e Lecca sfoderò subito anche lui la spada per uccidere Starbado. Lei rise certa della vittoria e fece per spostarsi e lasciare il campo ai due contendenti...ma ohimè, i tacchi a spillo delle sue scarpe si erano conficcati nel terreno e non riusciva più a muoversi...tentò disperatamente di sfilarsele, ma ohimè, erano troppo strette e in quel mentre Starbado e Lecca si scontrarono con le loro spade e infilzarono lei prima di infilzarsi a vicenda.
Rimasero tutti e tre immobili, infilzati e ammucchiati...e ovviamente tutti i senza cervello sudditi di Lecca e il corrotto Brifa scapparono via a cercar fortuna in un altro paese di senza cervello come loro...
Eh già, il diavolo fa le pentole, mica il calzolaio...tanto meno il costruttore di cervelli! Quindi...Ocio ai tacchi, Iotra! E ocio ai ribelli non corrotti e a quelli saggi!
Alla prossima!
nic2calzini il lupo non addomesticabile |